21/02/2009
E' nata
Venerdì 6 febbraio
alle 13.17
è venuta al mondo
Anna Dea..
la mia Dea.....
ed io sono rinata
[PS: Ci trovate su facebook. E.. fatevi riconoscereeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!! Baci a Voi tutti]
14:54
Scritto da: cloemi
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12/12/2008
Rieccoci!
E’ proprio vero, sai? Come dice zia Fly, nessuno ti parla delle ansie che proverai in gravidanza, di quelle che ti attanaglieranno lo stomaco, che ti faranno tremare le gambe, che ti toglieranno il sonno, che ti accompagneranno ogni minuto della giornata, che ti toglieranno l’appetito, che ti faranno immaginare tutto nero. Tutto.. tutto nero.
Quando le ansie arrivano, hai solo due strade tra cui poter scegliere: lasciarti andare, abbandonarti ad esse, chiudendo gli occhi e lasciando che prendano il sopravvento, oppure combatterle, ogni giorno, ogni minuto, ogni istante. Ho intrapreso questa seconda strada – per te più che per me – ed è così che siamo arrivate ad oggi, alla trentesima settimana di gestazione, a meno di due mesi dal tuo arrivo.
Ho pianto tanto nei mesi scorsi. Nessuno può saperlo meglio di te. Ed ogni lacrima aumentava il mio senso di colpa nei tuoi confronti, perché mentre io soffrivo tu avevi tutti i diritti di startene lì dentro, chiusa nella tua sacca, in tranquillità.
Anche questa volta, ce l’abbiamo fatta. Certo, abbiamo chiesto aiuto. Certo, ancora oggi l’ansia si affaccia, ma riusciamo a tenerla a bada, con le mie mani sulla pancia, a tentare di accarezzarti e con te che rispondi con i tuoi colpi decisi.
Sei grande, sai? Dalla ecografia morfologica è venuto fuori che sei molto più alta della media, mentre nell’ultima visita mi hanno detto che sei più sviluppata degli altri bambini alla tua settimana, segno di un buono scambio placentare tra mamma e figlia. Ed è vero che tu prendi moltissimo, sai? Non a caso, mentre tu cresci meravigliosamente dentro di me, io mi impoverisco di ferro e globuli rossi. Ma va bene così. E’ giunto per me il turno di dare, di donarmi, e di farlo senza riserve.
Intanto, ho provveduto al tuo corredino, con l’insostituibile ausilio della nonna e della zia. Guardo quei completini e non vedo l’ora di vederteli addosso, di guardarti dal vivo, di sfiorarti senza la mia pancia di mezzo. Una pancia che a pochi giorni dal compimento dei sette mesi è ormai visibile, mentre, fino a poco tempo fa, ci sentivamo ripetere che non sembrava affatto che io aspettassi un bambino. Con nostro grande disappunto. Perché era vero che perdevo peso piuttosto che prenderne. E poi perché io non aspetto nessun bambino. Io aspetto te, una bambina, il mio sogno, la mia dea. Ed ecco che il tuo nome è venuto fuori da solo. Ti chiamerai Anna Dea. Anna come la nonna che è quasi più elettrizzata di noi per il tuo arrivo e che si affanna a comperarti scarpine, tutine, ghettine e robine simili. E Dea.. Dea perché già lo sei, la mia luce, la mia piccola grande Dea, che mi riempie il cuore e le giornate, diventando l’unica protagonista di questi mesi e di tutti i tanti anni a venire.
Torno a scrivere dopo tanti mesi. Scusami per il silenzio esteriore (quello interiore non lo abbiamo mai interrotto), ma avevo da stringere i denti e da concentrarmi su di te. Ora sono qui, sono di nuovo qui. A comunicarti che nascerai il 6 febbraio, in un venerdì di festa per il tuo arrivo nel mondo. Un venerdì che segnerà la tua nascita e la mia rinascita. Un venerdì in cui inonderemo i cellulari dei tanti zii con sms nei quali descriveremo il tuo viso, il tuo peso, la tua altezza, tutte fiere – io e te – di essere riuscite nell’impresa più ardua che ci abbia mai viste impegnate: quella di compiere il miracolo della vita. Un miracolo da compiere insieme. Venerdì 6 come per il resto della vita. Insieme.
11:46
Scritto da: cloemi
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20/08/2008
Il sangue e la paura
Sono incapace di tirarmi su dal divano. Ci provo ma ripiombo a dormire. Accade per ore. Poi mi decido a misurare la temperatura. E' alta. Villocentesi rimandata. Devo guarire. La tachipirina si spreca, mentre la febbre si alza ancora. Ho mal di testa, tanta paura e tanto freddo, mentre fuori la temperatura sfiora i 40 gradi.
Poi tutto passa e corro a fare la villocentesi.
Stesa su un lettino, non posso nemmeno voltarmi a guardarti nell'ecografia. Non posso muovermi di un millimetro. Fisso mia mamma che ti osserva e sorride per quanto ti muovi. Il mio ginecologo è pronto. Quell'ago è davvero lungo. Entra dentro me, vicino a te, troppo vicino forse. Ok, è fatta. Tu ti muovi ancora. No, il liquido prelevato è troppo poco. Pungiamo ancora. Stringo le dita dei piedi per contenere il dolore. Non posso muovermi ne' parlare. Prego che tutto finisca presto. Prego che tu non abbia paura.
I buchi sono cinque, alla fine. Mia mamma chiede solo "perche' il bambino non si muove più?". Ho paura all'ennesima potenza. Perche' non ti muovi piu'. Pero' il tuo cuore batte ancora. Sei immobile perche' anche tu hai provato dolore? Intanto torniamo a casa...
E' sera quando scopro l'emorragia. Perdo sangue. Tanto. Tantissimo. Le lacrime non possono essere arginate. Continuo solo a ripetermi che ti ho ucciso io. Con i nonni corriamo in ospedale e lì troviamo il ginecologo più dolce del mondo, un signore che mi vuol bene da sempre e che già ne vuole a te. Sbraita un po' per via della villocentesi per la quale era assolutamente contrario ma poi controlla. E tu ci sei ancora. Piango come una bambina scema. Ci sei. Non mi hai abbandonata. Un esserino di appena 5 centimetri che si muove e batte le mani. Batti le mani per lo spavento che mi son presa o perché, da solo, hai già affrontato una sfida durissima??
La placenta riporta un ematoma. Punture, medicine ed assoluto riposo a letto. Seguo alla lettera le indicazioni. Te lo devo, tesoro. E poi mai come ora ho capito di volerti con ogni fibra del mio essere.
Mentre il mondo attorno a noi sembra impazzito, per via del trambusto dato dall'imminente matrimonio di zia Daniela, noi ce ne stiamo sdraiati, a sonnecchiare e curarci.
Poi, una decina di giorni fa, la notizia: sei una bambina. E sei normale.
Piango (tanto ormai non faccio altro) per la gioia e mi stringo al cuore questa sensazione straordinaria. Una bambina... La mia bambina... La mia piccola. La mia fonte di gioia.
Ed oggi eccoti lì, a quasi 14 settimane, che inizi a succhiare il pollice.. Sei un miracolo straordinario.
Perdonami per le tante lacrime che verso di continuo. Perdonami i momenti di debolezza, la spossatezza, il mio essere semplicemente una donna... E grazie, bambina mia, grazie di tutto. Grazie di esserci. Grazie di resistere. Grazie per l'immenso amore che già mi stai regalando. Grazie
20:31
Scritto da: cloemi
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